Schermata 2019 04 26 alle 16.26.55Da "IL Quatidiano del SUD" del 26-04-2019
TUBI catodici, rocchetti a induzione, piastre di Chladni. E, ancora, l’arco voltaico, l’amperometro a filo caldo, una bussola delle tangenti. Visitare il museo didattico ospitato nei locali dell’istituto “Pezzullo” è un po’ come fare un viaggio nella storia della fisica dell’ultimo secolo. I pezzi più antichi sono dei primi del ‘900 e precedono anche la fondazione della scuola, che risale al 1910. «Si tratta spesso di donazioni da parte delle famiglie facoltose della città, che contribuivano così a metter su il laboratorio dell’istituto che stava nascendo» spiega la professoressa Liliana Leonetti.


L’istituto “Pezzullo” ha iniziato a tirar fuori quei cimeli dal suo deposito e ad allestire il museo nel 1996. Un lavoro che continua ancora e che da due anni si svolge in collabo- razione con il dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria: il “Pezzullo”, insieme al liceo classico “Telesio”, è stata tra le prime scuole ad aderire al progetto di recupero degli antichi strumenti di fisica portato avanti dai docenti dell’ateneo.

 

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